Enzo Di Pasquale 06 luglio 2021 siracusa

la Siracusa sotterranea

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Se volete scoprire una Siracusa poco conosciuta certamente dovete cercarla nei suoi sotterranei, dove conserva gelosamente preziose testimonianze archeologiche, storiche e artistiche. Meglio affidarsi alle guide per scoprire cripte medievali, pitture murali paleocristiane, catacombe romane, chiese bizantine, rifugi antiaerei. Si potrà partire dall’ipogeo di piazza Duomo. Vi si accede da una porta vicina al giardino arcivescovile. Una galleria principale collega la piazza con il Foro Italico e nella stessa si incrociano una serie di cunicoli. L’ipogeo è di origine greca, ma è stato reso più sicuro ed ampliato nel corso della Seconda guerra mondiale per essere utilizzato come rifugio antiaereo. Vi fu anche allestito un ambiente sacro per mettere al sicuro il simulacro e il tesoro di santa Lucia, patrona della città. Il sotterraneo dei Cappuccini è uno dei più antichi e risale al VI secolo avanti Cristo. Originariamente era una semplice cava per estrarre la materia prima utilizzata per le costruzioni civili e a scopi artistici. Successivamente divenne un luogo macabro, dove vennero imprigionati e lasciati morire i soldati ateniesi catturati dalle truppe siracusane. Di questo orrendo trattamento riservato ai prigionieri di guerra parla Tucidite. Durante l’assedio di Siracusa invece (827) i persiani utilizzarono questi sotterranei come accampamento, un sicuro riparo. Fatto che sembra incredibile, è che alla fine del Cinquecento la latomia venne sfruttata dai frati Cappuccini come orto, come testimonia lo scritto dell’orientalista Pietro Della Valle nel 1625: «In quelle profonde oscure valli delle concavità vi sono nondimeno orti ed alberi piantati che fanno frutti bellissimi, il che mi fece meravigliare perché alcuni ne vidi in luoghi dove non possono essere mai toccati dal sole». Poco vicino al noto santuario della Madonna delle lacrime si apre il complesso catacombale di San Giovanni Evangelista, il più grande della Sicilia. Si estende per parecchie centinaia di metri e conserva nei vari loculi tracce di antichi affreschi cristiani. Era anche il cimitero delle ricche famiglie. Il percorso si alterna tra corridoi e ambienti circolari. Da visitare le catacombe di Vigna Cassia nella via Augusto Von Platen, dopo il muro perimetrale del museo archeologico. Vi si accede attraverso una minuscola porta di legno. Interessanti le pitture. Il sito è angusto e i cunicoli non sono stati ancora del tutto esplorati. Poco vicino si trovano le catacombe di Santa Lucia, ricchi di loculi di varia dimensione: qui rimarrete affascinati da un gioco di luci e ombre che rendono l’ambiente misterioso. Affascinante l’oratorio dei Quaranta Martiri di Sebaste. Presso la chiesa di San Filippo Apostolo si trova l’omonimo pozzo costituito da una profonda cisterna da cui sgorga acqua dolce. Probabilmente costituiva un antico bagno ebraico; certamente fu utilizzato come rifugio durante la Seconda guerra mondiale. Nei sotterranei del palazzo Bianco si trova un vero e proprio bagno ebraico formato da tre vasche scavate sulla roccia. Le vasche di purificazione sono piene di acqua sorgiva. Si possono vedere anche alcune lapidi ebree datate tra il XIV e il XV secolo.