Scoperto organismo predatore vissuto 500 milioni di anni fa: ecco il temibile 'verme pene' – Everyeye Tech

Antonio Sabella
I priapulidi sono un phylum animale che prospera sui fondali, nutrendosi di invertebrati marini. Un antico esponente di questo gruppo era un temibile predatore che abitava la Terra 500 milioni di anni fa. È il primo organismo a mostrare comportamento eremitico, celandosi in gusci ed esoscheletri di creature marine, in attesa di prede da divorare.
Il Cambriano è un’era geologica circoscritta in un periodo di tempo compreso tra 543 e 490 milioni di anni fa. Quest’epoca fu caratterizzata da un fenomeno conosciuto come “Esplosione cambriana”. L’evento portò sulla scena evolutiva migliaia di phylum e specie animali, in un periodo ristretto di tempo, e permise il passaggio da forme di vita semplici, prevalentemente unicellulari, ad organismi complessi.
Un team di ricerca internazionale ha portato alla luce quattro fossili appartenenti ad un’antica specie predatrice, nel sito fossile di Guanshan, scrigno di reperti risalenti a 525 milioni di anni fa, e localizzato nel sud della Cina.
La specie ritrovata appartiene al phylum dei priapulidi, così chiamati in onore del dio Priapo, conosciuto per le sue doti virili accentuate. Questo organismo è comunemente noto con l’appellativo di “verme pene” ed abitava i fondali marini 500 milioni di anni fa, attuando comportamenti predatori, a differenza dei discendenti odierni che conducono vite fossorie. Questi organismi sono molto simili alla specie marina del pesce pene.
Dallo studio dei fossili rinvenuti, i ricercatori hanno scoperto che si trattava di un tremendo predatore localizzato in tutto il globo, dotato di bocca estensibile e zanne acuminate per aggredire e divorare con facilità le prede. Un’ulteriore caratteristica riscontrata è l’attitudine dei vermi pene a sfruttare conchiglie, gusci ed esoscheletri di creature marine per nascondersi e proteggersi da eventuali predatori, o per tendere efficaci agguati alle proprie vittime.
Questo comportamento è riscontrabile nei paguri moderni e, secondo gli studiosi, qualora fosse confermato che questa antica specie fosse davvero capace di sfruttare questi meccanismi comportamentali, sarebbe il primo esempio di vita eremitica mai scoperta, anticipando l’attuale origine di oltre 300 milioni di anni. Inoltre, risulta anche la prima evidenza in assoluto di questo comportamento nei priapulidi. A proposito di bizzarrie della natura, conoscete il profumo di putrefazione della pianta pene?
Martin Smith, professore di paleontologia dell’Università di Durham, in Inghilterra, e coautore dello studio, in merito al meccanismo affiorato grazie ai reperti, ha dichiarato “L’unica spiegazione che aveva senso era che queste conchiglie fossero le loro case – la qual cosa è stata una vera sorpresa“.
Dall’analisi del sito, i ricercatori hanno riscontrato diversi organismi vermiformi collegati ad altrettanti gusci e, dato l’adattamento perfetto che ogni esemplare aveva con la propria “casa”, sembra proprio che non si tratti di un’associazione casuale, ma volontaria e permanente.
Nell’immagine di copertina potete ammirare un’illustrazione del predatore marino, mentre qui di seguito vi proponiamo un’immagine dei fossili rinvenuti, entrambi appartenenti a Xi-guang Zhang, professore di paleobiologia dell’Università di Yunnan.
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